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Trump ha liberato il Kraken?

L’avvocatessa di Trump, Sydney Powell, ha dichiarato a Fox News il 22 novembre 2020:
«Vorrei avvertire qualsiasi Stato pensi di certificare in questo momento questa elezione, di ripensarci molto seriamente, perché ciò che certificheranno è la propria frode e la propria complicità nell’attentato. Stiamo per liberare il Kraken».

Il tono è da minaccia apocalittica ma non è tanto comprensibile per noi europei: cosa accidenti è il Kraken?
Il Kraken sarebbe un mostro marino, per alcuni un calamaro gigante per altri un dinosauro marino, in grado di stritolare tra i suoi tentacoli una nave intera, nato dalle fantasie dei marinai norvegesi.

Ma in realtà, nella sottocultura americana, ‘Release the Kraken’ è una frase del film del 2010 The Clash of the Titans, pronunciata da Zeus, che è diventata un modo di dire per annunciare una catastrofe imminente (ma non solo).

Ormai anche il 30% dei democratici sono convinti dell’esistenza di brogli elettorali, data la loro lampante evidenza. Trump ha preso 10 milioni di voti in più del 2016, come avrebbe potuto perdere? Biden è forse così più affascinante della Clinton da surclassarla per decine di milioni di voti? I suoi comizi elettorali erano imbarazzanti per l’assoluta mancanza di pubblico. In uno di essi si è raggiunto l’incredibile numero di sette (7) spettatori. E questo sarebbe il candidato che ha preso il maggior numero di voti di tutta la storia americana? Suvvia…
Ma i brogli nelle elezioni americane sono sempre avvenuti, la differenza è che stavolta sono stati necessari decine di milioni di voti per portare avanti Biden, vista la sua debolezza, il che li ha resi un po’ troppo evidenti.

Ma che i brogli siano evidenti non basta. Bisogna provare che siano stati sufficienti a ribaltare il risultato.
Nonostante quello che è stato annunciato dalla stampa, Biden non è stato eletto Presidente degli Stati Uniti. Non sono ovviamente i canali televisivi a farlo ma delle apposite commissioni elettorali che nominano prima i grandi elettori che poi si riuniranno a gennaio.
Trump ha presentato ricorsi in 6 stati chiave (i brogli ci sono stati ovunque ma solo in questi 6 stati sono stati in grado di sovvertire il risultato del voto, secondo l’entourage di Trump).
Tutti e 6 gli stati hanno rigettato i ricorsi. E questo apre l’accesso alla Corte Suprema, dove i Repubblicani hanno però la maggioranza.
A tutt’oggi questi stati (esclusa sembra la Georgia) non hanno ancora proclamato il vincitore e la minaccia della Powell è rivolta ai commissari elettorali, dicendo loro: ‘stati attenti che vi rendete complici in un reato grave’.

A questo punto si aprono due scenari interessanti per Trump:
1) Le commissioni elettorali si spaventano e non proclamano il vincitore.
2) Qualcuno, o tutti questi stati fanno la proclamazione ma la Corte Suprema riscontra brogli. Il risultato è invalidato.
In entrambi i casi Biden rischia di non raggiungere i 270 grandi elettori necessari, ma neppure Trump li potrebbe raggiungere. La cosa non è una novità, essendo già accaduta un paio di volte nell’800. In qual caso il Presidente sarebbe eletto da una speciale commissione della Camera (dove però i repubblicani sono in maggioranza). E questa prospettiva è già notevolmente imbarazzante per i democratici.

Ma non è questo il Kraken.

Il 12 settembre 2018 il presidente Donald Trump ha firmato un Ordine esecutivo che imponeva sanzioni molto severe in caso di interferenza straniera in un’elezione degli Stati Uniti.
L’interferenza di organizzazioni straniere nelle elezioni degli Stati Uniti o la distribuzione segreta di propaganda e disinformazione, “costituisce una minaccia insolita e straordinaria per la sicurezza nazionale e la politica estera degli Stati Uniti”.
Falsificare i dati e spostare voti, con interferenze straniere, dal giorno della firma dell’Ordine Esecutivo di Trump è diventato una “minaccia per la sicurezza nazionale”. E in America una minaccia per la sicurezza nazionale è sempre una cosa molto seria: ‘Con la presente dichiaro un’emergenza nazionale per far fronte a questa minaccia”.
Di conseguenza il Presidente ordina: “Non oltre 45 giorni dopo la conclusione di un’elezione negli Stati Uniti, il Direttore dell’intelligence nazionale (CIA), in consultazione con i capi di qualsiasi altro dipartimento esecutivo e agenzia, deve condurre una valutazione di qualsiasi informazione indichi che un governo straniero, o qualsiasi persona che agisce in qualità di agente o per conto di un governo straniero, ha agito con l’intento o lo scopo di interferire in tale elezione… Il Direttore dell’intelligence nazionale fornirà questa valutazione e adeguate informazioni di supporto al Presidente, il Segretario di Stato, il Segretario del Tesoro, il Segretario alla Difesa, il Procuratore generale e il Segretario per la sicurezza interna”.

Dal 4 novembre al 18 dicembre quindi la CIA e tutti gli altri dipartimenti e/o agenzie governative e federali statunitensi devono indagare sulle possibili interferenze straniere sulle elezioni.
Il software Dominion e la confisca dei server in Germania potrebbero costituire proprio queste interferenze straniere.
Un reato del genere, negli Stati Uniti, se provato, può contemplare addirittura la pena di morte, ma soprattutto il partito che ne avesse beneficiato sarebbe escluso dalle elezioni. I voti di Biden passerebbero immediatamente a zero e il partito democratico non avrebbe più né deputati né senatori.
Nel caso la CIA (e non la Corte Suprema, almeno in prima istanza) trovasse tracce di interferenza straniera nelle elezioni americane, quindi, si aprirebbe uno scenario devastante per le elite globali che oggi dominano il mondo.
Non avrebbero solo perso le elezioni in America ma ne uscirebbero annichilite. Molti dei loro leader dovrebbero pensare addirittura a come salvarsi al vita.

Si tratterebbe di una rivoluzione globale di portata storica e il nostro Machiavelli apparirebbe al mondo come un dilettante allo sbaraglio nei confronti della raffinata strategia di Trump e del suo entourage.

Possibile? Mah!

Forse la cosa non sarà essere così drammatica: la citazione Release the Kraken non appare, nell’immaginario americano, così minacciosa come potrebbe sembrare a noi europei, non solo perché, nel film, il tanto temuto Kraken viene immediatamente sconfitto (Perseo gli fa vedere la testa di Medusa e lui si pietrifica), ma anche perché, essendo ritenuto il film tra i più ridicoli della storia del cinema mondiale, si sono presto creati sul web dei meme, cioè dei piccoli videoclip umoristici (come potete vedete nel filmato allegato – assolutamente da non perdere) molto divertenti.

In conclusione, delle due l’una: o siamo alla vigilia della più grande rivoluzione della storia o consoliamoci con uno dei divertenti meme di ‘Release the Kraken’.