- StoriaSegreta - https://storiasegreta.com -

Ma che razza di epidemia è questa?

Ieri, 1 marzo, in Italia vi sono stati solo 13.114 nuovi casi di Covid-19 con 246 vittime. Il giorno prima le vittime erano state 192, uno dei numeri più bassi di sempre. La Sardegna è diventata addirittura in zona bianca. A novembre i casi erano 40.000 e i morti quasi mille al giorno.
Nella media nazionale quindi il virus sembrerebbe ormai fortemente indebolito e, come del resto d’Europa, sembrerebbe ci si stia avviando verso la fine dell’epidemia.

Ma, curiosamente, proprio in questi giorni, in alcune specifiche zone d’Italia, vi è stata una recrudescenza improvvisa dei contagi, come ad esempio in Lombardia e in Emilia Romagna. I dati dei contagiati di ieri 1 marzo dell’Emilia Romagna sono stati i seguenti:

Bologna  768
Modena 533
Reggio Emilia 181
Cesena 177
Rimini 174
Parma 173
Imola 117
Ferrara 94
Forlì 68
Piacenza 42

Ma che razza di epidemia è questa?
Bologna e Modena che, da sole, pesano il 10% dei contagi nazionali?
A Piacenza in virus non esiste mentre a Bologna gli ospedali sono già nel caos?
E, al di fuori di Bologna e Modena, le altre province emiliano romagnola hanno dati in calo e rassicuranti (per ora).

Quando mai si è vista un’epidemia naturale propagarsi in questo modo, a cerchi concentrici, a partire da un singolo punto focale? Mai.
Nei casi di epidemie ‘naturali’ i numeri sono molti più uniformi.

Invece nel caso dell’Emilia, dopo che le cose stavano procedendo bene, in linea con il resto del paese e dell’Europa, il 7 di febbraio è comparso un “punto focale”, nel comune di Marano, proprio tra Bologna e Modena (guarda il caso), nella casa di riposo Villa Sorriso, dove si sono infettati quasi tutti gli ospiti e il personale sanitario dopo la seconda dose di vaccino. Da quel momento il virus ha ricominciato a propagarsi a cerchi concentrici intorno all’epicentro di Marano e non dubitiamo che tra poco raggiungerà anche la lontana Piacenza.

Cosa accidenti ci avevano messo in almeno una di quelle boccette di vaccino?

La propagazione del virus, così come è avvenuta, non è stata “naturale” ma è invece compatibile solo con l’ipotesi che vi siano degli “Untori” di manzoniana memoria che disperdano agenti patogeni in singoli punti focali. Si era parlato di malati particolari, super infettivi, che provocano questo effetto ma la spiegazione può essere anche molto peggiore.

Anche a Brescia è successa più o meno la stessa cosa. Ma anche la malattia stessa, a un anno fa Codogno, esordì allo stesso modo: un punto focale da dove partì un agente patogeno terribilmente contagioso e mortale, che si espanse per cerchi concentrici e che si indebolì mano a mano che ci si allontanava. Si era parlato di un fantomatico iraniano, proveniente dalla Germania, che sarebbe stato il vero paziente uno, il super diffusore, a portare il virus a Codogno. Ma non se ne seppe più nulla.

In attesa dell’uscita dei dati Istat dell’intero 2020, da cui potrà uscire una conferma o meno di una ipotesi di diffusione del virus artificiale, sarebbe ora che qualcuno cominciasse a parlarne. E, come ci ha illuminato Bill Gates parlando di terrorismo biologico, a valutarne le conseguenze.