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COVID-19: Numeri impietosi contro fake news di regime

morti per covid
Fonte: worldometers

La diminuzione dei morti per COVID-19 in Italia in queste prime settimane di maggio 2021 viene letta dai media di regime come un grande successo della politica vaccinale.
Sono i quasi 25 milioni di vaccinati che fanno sì che si possa guardare con ottimismo al futuro, che permettono le riaperture e ci salvano la vita.
O almeno questa è il messaggio che passa sulle televisioni e sui giornali mainstream.

Purtroppo la realtà è molto diversa.

Nella terza decade di maggio di quest’anno (10-18 maggio 2021) il numero dei morti giornalieri medi per COVID-19 è stato di 210. Sembrerebbe un ottimo risultato rispetto ai 400-500 di aprile ed è ciò che giustificherebbe l’allentamento delle restrizioni e la santificazione dei vaccini.

Peccato che negli stessi giorni dell’anno scorso (10-18 maggio 2020), quando i vaccini non esistevano ancora, il numero dei morti giornalieri fu 202, di poco inferiore.
Non vi è quindi alcuna differenza, in questi giorni, tra il numero di morti con vaccini o senza vaccini.

Estendendo l’analisi alle medie settimanali precedenti, si scopre inoltre (vedi grafico) che l’anno scorso, più drammatico rispetto al 2021, il picco dei morti fu molto più alto in aprile (più di 800 morti al giorno, quasi il doppio di quest’anno) ma la discesa fu molto più rapida, tanto che, appunto, già a metà maggio, le due curve si sovrappongono.

Il calo dei morti a maggio dipende quindi da altri fattori che non siano i vaccini, essendovi stato già l’anno scorso, in misura anche maggiore. Certamente influiscono fattori climatici (forse, più della temperatura, contano i raggi ultravioletti che sono una delle cose che inattiva di più i virus respiratori) o forse vi sono altre variabili ancora, come il ciclo di vita proprio del virus. In ogni caso, ad oggi, la situazione è identica a quella dello scorso anno.

Si tratta di una buona notizia perché l’estate passata fu sostanzialmente Covid-free, con un numero di morti giornalieri che scese, a metà giugno, sotto i 30 per quasi azzerarsi in luglio e agosto.

Dobbiamo quindi sperare di continuare la tendenza dell’anno scorso.

Se la tendenza alla diminuzione rallenterà bisognerà ricercare il colpevole in fattori che quest’anno ci sono e l’anno scorso non vi erano.