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I vaccini Covid-19 come fattore depopolante

Rilanciamo l’interessantissimo articolo di Mittdolcino sulle possibili conseguenze sanitarie del mix tra i vaccini Covid-19 e il 5G.
Se quanto adombrato nell’articolo fosse vero si spiegherebbe finalmente l’accanimento contro il gruppo dei no-vax, ormai privo di ogni apparente logica.
Infatti esso non può più giustificarsi come mezzo per promuovere ulteriori vendite di vaccini (i no-vax sono troppo pochi) nè tantomento come misura sanitaria (ormai si ammalano solo vaccinati che si infettano tra loro).
Ma, sempre se fosse vero quanto adombrato nell’articolo, la motivazione diventerebbe palese: far scomparire l’intero gruppo no-vax è necessario per abolire il ‘gruppo placebo’.
In una sperimentazione medica, come è quella dei vaccini a mRNA, esiste sempre un gruppo di controllo a cui viene somministrato un placebo. Solo così è possibile conoscere il costo-beneficio del preparato.
Se il gruppo di controllo non esiste più sarà virtualmente impossibile valutare vantaggi e svantaggi dei vaccini.
Se i vaccinati muoiono di infarto e i no-vax no, è facile stabilire che il colpevole è il vaccino. Ma se il gruppo no-vax non c’è più si può dare la colpa dell’aumento degli infarti a qualunque cosa, anche alle macchie solari, senza tema di essere smentiti. Se l’accoppiata vaccini al grafene-5G produrrà danni alla salute lo potremmo sapere solo se esisterà un gruppo di controllo di non vaccinati.
Mantenere il gruppo di controllo è un incentivo in più per resistere: permettere ai posteri un confronto costi-benefici delle campagne di vaccinazione. Un obbligo morale.
Ed è proprio per questo che chi ha promosso tali campagne vuole che il confronto sia reso impossibile.

Emesso il decreto per vaccino COVID obbligatorio, anche per andare in banca: sarà l’equivalente delle leggi razziali?[1]