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I quattro cavalieri dell’Apocalisse

I quattro Cavalieri secondo Durer
I quattro Cavalieri secondo Durer

I versetti dell’Apocalisse di San Giovanni, popolarmente noti come ‘I quattro Cavalieri dell’Apocalisse’, sembrano fotografare con inaspettata precisione i giorni in cui viviamo.
C’è chi, dotato di fede, crede che le grandi profezie prevedano il futuro. C’è anche chi, più laicamente, pensa che ci siano forze che perseguono con determinazione l’obiettivo di farle realizzare, le profezie, in modo che esse si ‘auto-avverino’. Si concretizzano proprio perché c’è qualcuno che le conosce e fa in modo di attuarle.
Per noi ultimi uomini cambia poco: le descrizioni profetiche restano stupefacenti e ci regalano squarci di luce su quello che verrà.

Il processo in corso (la pandemia, la crisi economica, la guerra, il Grande Reset) non sembra accadere per caso ma anzi sembra accuratamente progettato e gestito, se non altro per l’innaturale uniformità di opinioni e comportamenti di tutte le elite occidentali che obbediscono, come un solo uomo, a ordini identici che arrivano da un livello superiore.

Tra le confuse notizie di questi giorni possiamo cercare proprio nelle antiche profezie uno schema interpretativo più convincente del noioso a gratuito dipanarsi degli avvenimenti, in cui tutto sembra accadere ‘per caso’ o perché ‘quello è cattivo’ e l’altro ‘buono’. Uno schema che renda conto di quanto è già successo ma che possa anche darci qualche indicazione su come possiamo comportarci al meglio di fronte al misterioso futuro.

Ci riferiamo, in questo articolo, al solo Capitolo 6 dell’Apocalisse, tralasciando per ora le altre innumerevoli intuizioni di San Giovanni che saranno oggetto, se Dio lo vorrà, di altri post. Riportiamo qui la traduzione, dal greco all’italiano, dei versetti 1-8 proposta della Cei 2008:

Capitolo 6, Apocalisse

1 E vidi, quando l’Agnello sciolse il primo dei sette sigilli, e udii il primo dei quattro esseri viventi che diceva come con voce di tuono: «Vieni».

2 E vidi: ecco, un cavallo bianco. Colui che lo cavalcava aveva un arco; gli fu data una corona ed egli uscì vittorioso per vincere ancora.

3 Quando l’Agnello aprì il secondo sigillo, udii il secondo essere vivente che diceva: «Vieni».

4 Allora uscì un altro cavallo, rosso fuoco. A colui che lo cavalcava fu dato potere di togliere la pace dalla terra e di far sì che si sgozzassero a vicenda, e gli fu consegnata una grande spada.

5 Quando l’Agnello aprì il terzo sigillo, udii il terzo essere vivente che diceva: «Vieni». E vidi: ecco, un cavallo nero. Colui che lo cavalcava aveva una bilancia in mano.

6 E udii come una voce in mezzo ai quattro esseri viventi, che diceva: «Una misura di grano per un denaro, e tre misure d’orzo per un denaro! Olio e vino non siano toccati».

7 Quando l’Agnello aprì il quarto sigillo, udii la voce del quarto essere vivente che diceva: «Vieni».

8 E vidi: ecco, un cavallo verde. Colui che lo cavalcava si chiamava Morte e gli inferi lo seguivano. Fu dato loro potere sopra un quarto della terra, per sterminare con la spada, con la fame, con la peste e con le fiere della terra.

La traduzione, fatta ovviamente da chi non viveva i tempi ultimi e quindi non poteva vedere cosa stava succedendo, è forzatamente approssimativa. Ma, dato che noi i tempi ultimi li viviamo, possiamo permetterci di fare alcune osservazioni.

Ad esempio le misteriose entità che cercano di realizzare, al loro meglio, le profezie di San Giovanni, hanno applicato la ‘inversione’, una procedura usuale in cui  forze, in genere demoniache, si compiacciono di applicare i simboli cristiani al contrario. Così come la croce capovolta è simbolo satanico, l’inversione temporale dei versetti lo è altrettanto e dà la scansione temporale di quello che sta accadendo.

Il primo ‘cavallo’ con cui noi umani abbiamo dovuto confrontarci è quindi il quarto, il Cavallo Verde, la pestilenza.
Negli ultimi due anni la pestilenza del Covid-19 ha devastato il mondo, quantomeno da un punto di vista mediatico. Il quarto Cavaliere si chiama Morte (Thanatos, Θάνατος), ma l’inferno (l’ADE, ᾅδης) lo segue, secondo la lettura letterale del versetto.

La pestilenza, secondo San Giovanni, cioè, colpisce non solo direttamente, qui e subito, ma anche in tempi successivi e non dobbiamo aspettarci che il quarto Cavaliere se ne sia già andato ma che continui a esplicare i suoi nefasti effetti anche nel futuro.

Cosa sarà mai quindi questo ADE che seguirà la pandemia?
Nella mitologia greca è il dio degli inferi, figlio di Crono e di Rea, marito di Persefone.
La CEI 2008 traduce ‘e gli inferi lo seguivano’, la CEI 1971 traduceva invece ‘e gli veniva dietro l’Inferno’. Col tempo infatti il significato della parola ADE si era trasformato passando ad indicare, oltre che il dio, anche il luogo: l’oltretomba infernale.
Non si può dire che le traduzioni CEI siano errate, anche se restano un po’ nel vago e non ci forniscono molti strumenti operativi.

Ma noi, uomini di oggi, non possiamo non notare che ADE si può anche tradurre come Antibody Dependent Enhancement, la terribile sindrome successiva ai vaccini, che sta cominciando a diffondersi nel nostro mondo.
Che le misteriose entità che hanno dato alla sindrome post-vaccinale proprio questo nome infausto, ‘ADE’, abbiamo voluto realizzare proprio l’antica profezia?
Conoscendo il discutibile senso dell’umorismo che sempre manifestano i padroni del mondo non ci sarebbe nulla di cui stupirsi: la profezia di San Giovanni si sta ‘auto-avverando’.

Il cavallo verde quindi si è già presentato e i suoi effetti permarranno per un tempo lungo anche se non noto. Se l’RNA iniettato con i vaccini, dovesse mai, come pare, tramite la trascrittasi inversa, fissarsi nel DNA, il codice genetico alieno sarebbe trasferibile alle generazioni future, cioè gli effetti dei vaccini permarranno addirittura ‘per sempre’.
Difficile ipotizzare che gli apprendisti stregoni che hanno così accuratamente progettato sia il virus che gli pseudo-vaccini non lo sapessero.

Al cavallo verde fu dato ‘il potere su un quarto della Terra’. In effetti la pandemia ha colpito circa un quarto della Terra, solo dove la copertura vaccinale è stata elevata. Ad esempio in Africa, dove non si è vaccinato nessuno, il virus, il vaccino e il relativo Cavallo Verde non hanno inciso.
Si veda la mappa a lato dove sono disegnati i paesi dove la pandemia ha colpito maggiormente: circa un quarto della Terra. Come facesse a saperlo San Giovanni, un paio di millenni fa, non è dato sapere.

Ma non dobbiamo pensare che gli altri tre quarti della Terra siano al sicuro. Il prossimo Cavaliere che si presenterà (vista la suddetta inversione temporale) è il terzo e monta un Cavallo Nero. Ha in mano una bilancia e rappresenta la carestia, la crisi economica, la siccità e la fame.

Tutto ciò è apparso già dal 2021, con drammatici cali del PIL, ma esplicherà i suoi effetti nel tempo, come le vere carestie sanno fare, per arrivare a far si che:
‘Una misura (Χοῖνιξ) di grano per un denaro, e tre misure d’orzo per un denaro! Olio e vino non siano toccati’.
Una misura di grano per un denaro è un prezzo pazzesco per il primo secolo dopo Cristo, quando scriveva Giovanni, ma anche per oggi.
Un denaro era il salario giornaliero di un lavoratore del popolo, con cui doveva mantenere la sua famiglia e una ‘misura’ di grano si riferiva a un volume di poco più di un litro e che pesava circa un chilo.
In termini odierni significa che un chilo di grano potrebbe costare una giorno di paga di un lavoratore al livello minimo, qualcosa come 30-40 euro di oggi. Un chilo di grano ha circa 3.000 calorie, cioè il fabbisogno calorico giornaliero di un uomo adulto. Si arriverà a spendere, secondo Giovanni, 30 euro al giorno solo per mangiare.

Non è solo una questione di inflazione, cioè di perdita di valore delle monete fiat, si tratta di una vera carenza fisica alimentare. La guerra in Ucraina e le sanzioni alla Russia, i granai del mondo, faranno sì che i rifornimenti di grano saranno grandemente ridotti.

Come ci dice Mittdolcino (qui[1]):
‘L’Italia produce il 36% del frumento che richiede il suo fabbisogno nazionale, il 53% del mais, il 51% della carne bovina, il 63% della carne suina, il 56% del grano duro per la pasta. Gli allevamenti saranno presto in ginocchio: energia aumentata dell’80%, i mangimi del 50%. I fertilizzanti, che sono legati intrinsecamente alla Russia, sono aumentati del 170%. La Russia e l’Ucraina coprono l’80% della produzione mondiale di olio di girasole, che serve ai forni. In pratica, stiamo per entrare nel tunnel della crisi alimentare. I prezzi arriveranno alla follia, alcuni cibi spariranno. L’abbondanza dei nostri supermercati – quella che faceva piangere di gioia e stupore anni fa chi veniva dai Paesi del blocco socialista – subirà una contrazione certa’.

Per fortuna l’orzo (che stava a significare, al tempo di Giovanni nel primo secolo d.C., produzioni locali di minor valore) costeranno un terzo, circa 10 euro al giorno in termini odierni. Sempre tanto ma le popolazioni dei paesi sviluppati, già vittime della pandemia, riusciranno almeno ad evitare di morire di fame, usando i risparmi delle famiglie.

Ma per i paesi poveri, dove il risparmio non esiste, i prezzi del grano e delle grandi commodities, determinati dei mercati internazionali, saranno insostenibili. Se chi li manipola, al di là della carenza oggettiva che ci sarà, li porta alle stelle come faranno questi popoli?
Chi potrà permettersi in Africa di spendere 10-30 euro al giorno solo per mangiare? Davvero molto pochi.

Le produzioni locali, anche nel caso dell’Italia, non potranno soddisfare la domanda di calorie, se il fabbisogno quotidiano costerà decine di euro.
Non sono quindi evitabili, secondo San Giovanni, delle vere e proprie morie di persone e bambini per fame.

Ma i ricchi devono ringraziarlo perché ‘Olio e vino non saranno toccati’. Vino e olio erano considerati, un tempo, prodotti di lusso e quindi Giovanni specifica che la crisi non li riguarderà. Per noi italiani è una buona notizia ma non è molto rilevante per una abitante dell’Africa subsahariana.

La crisi alimentare quindi colpirà soprattutto in quei paesi che si sono salvati dal virus.
Non a caso la Cina ha stoccato enormi quantità di grano, riso e provviste alimentari negli ultimi due anni. In Occidente ci si chiedeva cosa mai servissero i mega-stoccaggi cinesi (anche di materie prime, oltre che di cibo) ma evidentemente qualcuno di loro, pur ignorando San Giovanni, sapeva bene quello che sarebbe accaduto.

Ma anche Bill Gates ha comperato ultimamente un’enorme quantità di terreni agricoli (260.000 ettari), così come Zuckerberg. Non è peregrino ipotizzare che il motivo di tali investimenti sia quello di guadagnare miliardi di dollari sulle speculazioni dei prezzi alimentari. Si tratta, in fondo, di una banale forma di ‘insider trading’: loro sanno ciò che accadrà, perché addentro alle segrete cose, e possono investire di conseguenza. Sarebbe un reato ma, insomma, oggi abbiamo ben altro a cui pensare.

L’Italia, pur facendo parte nominalmente dei paesi sviluppati, pagherà un prezzo molto elevato agli speculatori alimentari. La siccità che la sta colpendo (dovuta forse a specifiche forme di geo-ingegneria climatica) ne stroncherà la già insufficiente produzione agricola.

L’Italia dovrà essere la nazione più colpita dai quattro Cavalieri dell’Apocalisse a causa di una forma di accanimento specifico contro il nostro paese (basta vedere il livello dei governanti che ci hanno rifilato), forse proprio perché Roma è la patria di quel pensiero giudaico-cristiano destinato a essere cancellato dalla Storia.
Il virus, ad esempio, volò miracolosamente dalla Cina a Codogno, in una forma particolarmente virulenta, il che farebbe sospettare che, più che in volo, ci sia arrivato per colpa di una manina particolarmente canaglia e per una precisa volontà.

Insomma pestilenza, carestia, siccità, crisi economica, collasso di Wall Strett e delle monete fiat sembrerebbero eventi accuratamente programmati per far avverare l’antica profezia.

Ma veniamo al Cavallo Rosso, la guerra. Qui ogni commento è superfluo. La risposta russa alle miriadi di provocazioni occidentali è stata inevitabile. Se anche i russi avesse rimandato la controffensiva, l’innalzamento dell’asticella sarebbe proseguito all’infinito, fino a raggiungere il suo scopo: la guerra.
Togliere la pace dalla terra e far sì che si sgozzassero a vicenda, e gli fu consegnata una grande spada’. Quale descrizione migliore di quello che sta combinando il Cavaliere che monta il Cavallo Rosso Sangue poteva trovare San Giovanni?
Non sembra però esserci per ora una guerra totale, una guerra atomica, perché Giovanni non la nomina. Ben altre saranno le descrizioni delle grandi battaglie che ci aspettano nell’Apocalisse. Più che una guerra mondiale dovrebbe trattarsi, sempre per ora, solo di togliere la pace e dare il via libera al diffondersi della grande spada.

E finalmente arriviamo all’ultimo Cavallo (che poi sarebbe il primo, per chi non è satanista): il Cavallo Bianco.
Chi rappresenta?
Non lo sa nessuno. I commentatori dei Vangeli si dividono in due gruppi, più o meno equivalenti, tra chi sostiene che si tratti di Gesù e tra chi sostiene che si tratti dell’Anticristo.

Personalmente ci sembra più probabile, dato il tono della profezia e le intenzioni dei nostri Superiori Illuminati, che si tratti dell’Anticristo e del suo governo mondiale, anche in base al fatto che gli eventi dell’Apocalisse non finiscono qui e altre sofferenze colpiranno l’umanità.

Colui che lo cavalcava aveva un arco; gli fu data una corona ed egli uscì vittorioso per vincere ancora. Il governo mondiale del denaro vincerà o sarà un singolo individuo a vincere e diventare il Re del Mondo?
L’arco significa colpire a distanza, senza che la vittima possa difendersi e neppure accorgersi in tempo di esser nel mirino.
La emergente Società del Controllo, in cui le masse potranno fare solo ciò che è loro benignamente concesso, senza avere alcun diritto, significa appunto dover essere sempre sotto tiro, pronti a essere colpiti a distanza, senza possibilità di reagire perché non si sa neppure chi ha scoccato la freccia.

Ma la vittoria, temporanea, dell’Anticristo è solo una nostra interpretazione personale, che vale quanto un’altra.
Forse il grande Giovanni aveva voluto lasciare aperto il finale: chi vincerà la grande battaglia? Dio o il demonio, l’uomo o il transumano, la verità e la giustizia o la tirannia?

Si sa che le profezie aiutano poco per sapere come andrà a finire. Se no dove andrebbe a finire il libero arbitrio? E soprattutto dove andrebbe a finire la suspense sulla fine della Storia?

(Continua)

P.S. Le ulteriori, stupefacenti, lame di luce contenute nell’Apocalisse saranno oggetto di prossimi articoli).