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Esiste un’America contro Biden che forse ci salverà

Ron Paul
Ron Paul

Esiste un’altra America che dissente fortemente da quello che decidono le oligarchie finanziarie mondialiste sulla pelle dei popoli, un’America forse non omogenea, articolata e complessa ma molto più vicina a quegli ideali che ce l’hanno fatta amare.

Ron Paul, politico americano di lungo corso, ha oggi 87 anni ma è ancora lucido. Di recente ha diffuso frasi folgoranti che ci illuminano sulla misteriosa guerra ucraina.
Washington sta combattendo la Russia fino all’ultimo ucraino?[1]’ è il titolo di un suo articolo di grande interesse dove si sostiene che ‘il Congresso e l’amministrazione statunitense sembrano determinati a trascinare gli Stati Uniti in una guerra con la Russia per l’Ucraina’.

Ron Paul si scandalizza che il senatore Lindsay Graham chieda apertamente che ‘qualcuno uccida il presidente russo’ e si dichiara incredulo di veder prendere azzardi che possono condurre alla terza Guerra Mondiale con grande leggerezza: ‘Purtroppo, un grande gruppo bipartisan al Congresso sembra pensarla così’.

Certe dichiarazioni, se fatte in Italia, conducono immediatamente all’ostracismo mediatico ma negli Stati Uniti c’è ancora un po’ più di libertà e Ron può sostenere che:

Gran parte di ciò che sta accadendo in Ucraina può essere fatto risalire all’amministrazione Obama. Funzionari del Dipartimento di Stato come Victoria Nuland e Antony Blinken hanno pianificato ed eseguito il rovesciamento del governo ucraino nel 2014. Questo è ciò che ci ha messo su questa strada verso il conflitto…
La scorsa settimana il Segretario di Stato Blinken – il nostro maggior diplomatico – ha cercato di inviare aerei da combattimento polacchi dell’era sovietica in Ucraina per sparare ai russi. Quando i polacchi hanno detto che sarebbero stati felici di spedire gli aerei a una base americana in Germania e di lasciare che il Pentagono li trasferisse in Ucraina, il Pentagono è finalmente intervenuto per annullare una mossa straordinariamente ad alto rischio che anche il Pentagono ha detto non avrebbe avuto un reale effetto sull’esito della guerra.
Il Dipartimento di Stato sta cercando di farci entrare in guerra e il Pentagono sta cercando di tenerci fuori. Che ironia!’…
Sembra davvero che l’amministrazione Biden intenda combattere la Russia fino all’ultimo ucraino.
L’unica soluzione per gli Stati Uniti è uscire. Che russi e ucraini raggiungano un accordo. Ciò significa niente NATO per l’Ucraina e niente missili USA ai confini della Russia? E allora! Porre fine alla guerra e poi terminare la NATO’.

Non male per quello che è stato uno dei maggiori rappresentanti repubblicani della precedente generazione e che vuole che la NATO sia abolita dagli Stati Uniti stessi.

Il dissenso tra l’amministrazione Biden e il Pentagono sull’Ucraina è cosa che è stata spesso adombrata ma vedercela confermare da un politico del calibro di Ron Paul ci convince che è reale.
Se ci salveremo dalla guerra totale il merito potrebbe essere del Pentagono.
Proprio: ‘Che ironia!’.
I militari americani che ci salvano dai deliri guerrafondai dei Rothschild, dei Soros e dei loro impresentabili epigoni alla Draghi.

Ma il fatto che ci dovrebbe dare coraggio è che gli Stati Uniti non sono più rappresentabili solo dall’entourage di Biden ma devono essere visti come un sistema complesso dove esistono anche realtà potenti ma più assennate. Speriamo che alla fine sia proprio questa parte a risultare vincitrice, con buona pace dei politici italiani che hanno così sconsideratamente e unanimemente sposato una causa del tutto sbagliata.

In conclusione non si deve pensare che gli Stati Uniti siano rappresentati unicamente dal governo Biden, che invece è espressione di un Deep State oligarchico e truffaldino. Il popolo americano è altrove e noi speriamo che anche il Pentagono sia altrove.

Ricordiamo che Ron Paul è un ginecologo che decise di darsi alla politica nel 1971 quando Nixon abolì il sistema aureo perché prevedeva che ciò avrebbe portato, prima o poi, a un disastro. È stato rieletto al Congresso per varie legistlature esprimendo una visione economica vicina alla scuola austriaca di Von Hajek e Von Mises. È cioè un ‘libertariano’, che considera la libertà il valore supremo.
Imperdibile il suo libro ‘End the Fed[2]’ in cui si chiede l’abolizione della banca centrale americana.
Non interventista in politica estera, fu l’animatore della clamorosa bocciatura del Congresso americano della guerra contro la Jugoslavia voluta da Clinton nel 1998 (con ben 427 voti, contro 2 soli voti favorevoli). Nonostante la decisione del Congresso la guerra iniziò grazie a una sentenza di un giudice federale che sconfessò il Congresso stesso, facendoci capire che già da allora la democrazia non contava molto.
Ron Paul sostenne che questa decisione aggirò totalmente la Costituzione, e che il Presidente degli Stati Uniti avesse così acquisito il potere di dichiarare guerra a prescindere dal consenso del Congresso, in barba a quanto volevano i padri fondatori.
Quel momento fu forse il primo caso di cancellazione delle Costituzioni, processo che oggi vediamo accadere quotidianamente.
Attualmente l’erede di Ron Paul è suo figlio Rand Paul.