Federico Fellini e il Viaggio a Tulum

Tulum
Tulum

Nel centenario della nascita di Federico Fellini stanno venendo alla luce i particolari di uno degli eventi più misteriosi della sua vita, il film mai nato ‘Viaggio a Tulum’.
Intorno al 1984 Fellini, notoriamente appassionato di maghi e fattucchiere, scoprì i romanzi di Carlos Castaneda, in particolare gli ‘Insegnamenti di Don Juan’ risalente al 1968.
I libri di Castaneda divennero l’anima di una generazione di hippy che esploravano i meandri della mente tramite droghe psicadeliche, il peyote e la datura in particolare ma anche lsd, e che amavano pensare di essere eredi di un’antica sapienza precolombiana .

castaneda
Castaneda visto da Milo Manara

Castaneda, che non era un romanziere ma un antropologo, raccontò di come fu iniziato alla magia dei Brujos, gli stregoni messicani, da un misterioso maestro, Don Juan.
Scrisse una dozzina di libri che vendettero milioni di copie (vedi nota in fondo all’articolo). Nonostante questo il suo personaggio rimase estremamente elusivo tanto che molti pensavano che Castaneda non esistesse neppure. Le sue pochissime fotografie sono di attribuzione incerta tanto che il suo ritratto più realistico proviene dal libro di Milo Manara citato più oltre, fatto su un disegno di Fellini stesso.
Federico Fellini cercò di mettersi in contatto con lui senza esito per molti mesi. L’idea era di fare un film basato sui suoi primi libri, quelli in cui si completava il processo di iniziazione. Finalmente, nel 1984, ricevette una telefonata da Alberto Grimaldi, il produttore: ‘Castaneda è a Roma e vorrebbe incontrarti’.
O almeno questo è quello che sostenne Castaneda stesso in una rarissima intervista, successiva alla morte di Fellini (PER UN FILM MANCATO di Cesare Medail, Corriere della Sera 21.11.1997):

«Federico, grande, intelligente, sensibile uomo. Peccato sia morto così giovane, ma mangiava troppo e comprimeva la sua energia. Quella volta a Roma, nel 1984, mi portò in un ristorante dove servivano dodici portate. C’era anche Marcello (Mastroianni): loro mangiarono tutto, io mi spaventai. Fellini era affascinato dall’universo dei brujos perché era un visionario. Voleva anche provare per una volta il peyote, ma gli dissi che non era consigliabile: con quel che mangiava, sarebbe stato un disastro».

Tulum dall’alto

La profezia di Castaneda non fu, in ogni modo, precisissima: Fellini morì nel 1993, ben nove anni dopo il loro incontro, a 73 anni, e Mastroianni nel 1996, a 72 anni, dodici anni dopo. Pochi mesi dopo questa intervista, nell’aprile del 1998, morì invece Castaneda. Aveva anche lui 73 anni come Fellini, a riprova che la dieta e il peyote erano risultati inessenziali.
In ogni caso, dopo questo primo incontro i due decisero di effettuare un sopralluogo in Messico, in particolare a Tulum, dove avrebbe dovuto svolgersi il film (in realtà Tulum è una città maya, non tolteca, ma per Castaneda i ‘toltechi’ non sono un popolo ma una sorta di casta sacerdotale. E Tulum, sul mare, è un posto davvero scenografico).
Nell’ottobre 1984 si ritrovarono a Los Angeles Federico Fellini, il suo assistente Andrea de Carlo, già famoso scrittore, e Maurizio Grimaldi, il figlio del produttore, pronto a sobbarcarsi tutte le spese del pre-film.

Oggi disponiamo di diverse versioni del Viaggio a Tulum che però non coincidono.
Tutte sembrano raccontare una parte di verità ma non tutta, differendo l’una dall’altra per particolari importanti. Anzi nascondendo volutamente parti della storia per motivi essenzialmente incogniti.
Ecco le versioni più accreditate:
1. La versione di Fellini stesso che si concretizzò in una serie di articoli sul Corriere della sera nel 1986 e in un fantastico fumetto di Milo Manara (Viaggio a Tulum), dove Fellini divenne Mastroianni e De Carlo divenne incredibilmente Vincenzo Mollica (sì, proprio lui, il Vincenzone di San Remo).
2. La versione di Andrea de Carlo che raccontò parte della storia nel suo romanzo ‘Yucatan’, sempre nel 1986, dove, mutati i nomi dei protagonisti, descrisse il viaggio nei minimi particolari soprattutto nella sua inconcludenza.
3. La versione di Christina Engelhardt, altra protagonista della storia, uscita di recente, nel libro del 2019, Towards the Moon with Fellini, la più esplicita di tutte.

Le tre versioni concordano sui seguenti fatti:
1. Non appena arrivati a Los Angeles cominciarono ad arrivare a Fellini strane telefonate di ‘Voci’ metalliche, come se fossero sintetizzate elettronicamente.
2. Impaurito dalle telefonate Castaneda scomparve, maledicendo la CIA (cosa c’entri CIA non è dato sapere).
3. Le telefonate davano indicazioni su cose da fare e su dove andare che Fellini decise comunque di seguire anche dopo la fuga di Castaneda.
4. Comparvero tre bellissime ragazze che ebbero anche vari approcci sessuali con i tre italiani.
5. Le ‘Voci’ assegnarono un colore a ogni personaggio. Fellini era il Verde, De Carlo il Blu, Christina il Rosa e così via. Dissero che ciò è molto importante.
6. Il viaggio a Tulum fu intrigante ma apparentemente poco produttivo. Le Voci fecero fare ai protagonisti delle azioni incongrue, tipo suonare strumenti o fare bagni in acque infestate da barracuda, davvero poco comprensibili. Il loro obiettivo sembrava essere quello di far girare un film a Fellini su questa avventura ma senza Castaneda che era considerato un impostore.
7. Il tour finì in nulla e il film non si farà mai.
8. L’amicizia tra Fellini e Andrea de Carlo finì invece al ritorno in Italia quando, nel 1986, De Carlo pubblicò un romanzo sulla loro avventura, Yucatan. I due non si parleranno più per tutta la vita. Vincenzo Mollica interrogato recentemente a tale proposito ha detto di non poter dire il motivo della lite perché vi sono cose che debbono rimanere riservate.

Senza dubbio, il modo migliore di farsi un’idea di cosa successe è partire dal documentario di sintesi Fellini fine mai’ di Eugenio Cappuccio, prodotto per la RAI per il centenario di Fellini, presentato alla mostra di Venezia 2019, è candidato al premio David di Donatello del 2020.
Il documentario, incentrato soprattutto sul viaggio a Tulum, racconta molte cose ma ne tiene nascoste ancora di più. Vi è anche riportata una telefonata della famosa ‘Voce’.
Cappuccio intervista Cristina Enghelhard, la ragazza-spirituale, quella che ha avuto il ruolo principale nell’avventura, ma si ‘dimentica’ di dire che è stata sua moglie e che, dopo il viaggio a Tulum, era nota coma ‘la ragazza di Fellini’.

L’avventura di Tulum non terminò affatto con il ritorno in Italia. Le voci continuarono a tormentare Fellini anche successivamente, forse per anni, con telefonate anonime. Una di queste telefonate arrivò anche a Tullio Pinelli, il suo sceneggiatore.
Ma De Carlo, il colore Blu, abbondantemente stufo della faccenda, pubblicò il suo romanzo in contemporanea con gli articoli di Fellini sul Corriere e uscì dal gioco.
Christina, il colore Rosa, seguì Fellini in Italia con cui, a suo dire, ebbe un rapporto speciale anche se non di tipo sessuale. Infatti lei sposò l’assistente di De Carlo nel film Ginger e Fred, cioè l’assistente dell’assistente di Fellini, nel 1988, il suddetto Eugenio Cappuccio.
Con lui produsse il documentario Towards the Moon with Fellini, girato sul set dell’ultimo film di Fellini La Voce della Luna, nel quale abbiamo modo di vedere l’autentica Christina nei panni di una reporter americana che intervista Benigni e Villaggio, i protagonisti del film.

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Christina Engelhardt

Che la Voce della Luna fosse proprio la voce degli alieni toltechi? Che fosse proprio quello che le ‘Voci’ volevano da lui?
Christina dice di no, che il film è una specie di tradimento di ciò che avrebbe dovuto essere ma non è stato. Lei era, secondo i toltechi, una ‘ragazza spirituale’, una maga-astrologa. In realtà era anche una modella professionista che era stata l’amante di Woody Allen per otto anni, da quando ne aveva sedici a quando ne aveva ventiquattro, durante il periodo in cui era vissuta a New York. Aveva pure avuto un’intrigante storia a tre con Mia Farrow e Woody.
Poi, all’improvviso, aveva abbandonato tutto e si era trasferita a Los Angeles perché una sua amica, maga anch’essa, le aveva predetto che, appunto, lì avrebbe incontrato un grande regista italiano.
Dopo che Fellini ebbe girato il suo ultimo film La voce della Luna, nel 1990, abbandonò suo marito Eugenio Cappuccio e tornò a Los Angeles, dove incontrò per l’ultima volta Fellini quando gli fu conferito l’Oscar alla carriera nel 1993, poco prima di morire.
Solo adesso, alle soglie dei 60 anni, ha deciso di dare alle stampe il libro sulla sua avventura felliniana, supportata dal suo ex marito Eugenio Cappuccio, Towards the Moon with Fellini (solo in inglese).

Ma perché tanti misteri?

Chi erano gli alieni toltechi che tormentavano Fellini?
Perché Castaneda scomparve, maledicendo la CIA?
Perché tante versioni diverse di un viaggio che, apparentemente, si era risolto solo in una vacanza a spese del povero Grimaldi e, forse, in qualche allegra fumata di funghi allucinogeni?
Perché a ogni personaggio corrispondeva un colore?
Perché De Carlo decise di abbandonare la partita rinunciando addirittura all’amicizia di Fellini?
Cosa sa Milo Manara, autore di un libro bellissimo, di quello che realmente successe?
Perché Vincenzo Mollica, che invece sa tutto, non lo vuole raccontare, dopo così tanti anni dalla morte di Fellini?
Cosa c’è nell’ultimo film di Fellini La Voce della Luna, connesso con quello che desideravano da lui le ‘Voci’ degli alieni toltechi?

Ad oggi, il marketing virale messo in piedi da Christina e Cappuccio ha sollevato un polverone ma non ci ha ancora rivelato proprio nulla. Se hanno fatto un lavoro professionale, le vere rivelazioni arriveranno da adesso in poi, altrimenti avranno fatto solo molto rumore per nulla.
Chissà se, alla fine del gioco, le misteriose ‘Voci’ non si decidano a comunicarci qualcosa di comprensibile.

 

I romanzi di Castaneda:
1. Gli insegnamenti di Don Juan (Milano, Rizzoli, 1999,  pubblicato anche con il titolo A scuola dallo stregone (Roma, Casa Editrice Astrolabio-Ubaldini, 1970), descrive soprattutto come usare le ‘piante del potere’, il peyote e la datura.
2. Una realtà separata (Milano, Rizzoli, 2000), la follia controllata come strumento di conoscenza del guerriero.
3. Viaggio a Ixtlan (Milano, Rizzoli, 2000), lezioni sulla strada del guerriero.
4. L’isola del Tonal (Milano, Rizzoli, 1997), il tonal, la consapevolezza del lato destro e il nagual, la consapevolezza del lato sinistro.

I libri successivi invece descrivono gli eventi dopo la partenza di Don Juan e fecero di Castaneda una specie di profeta:
5. Il secondo anello del potere (Milano, Rizzoli, 2001)
6. Il dono dell’aquila (Milano, Rizzoli, 1985)
7. Il fuoco dal profondo (Milano, Rizzoli, 1987)
8. Il potere del silenzio (Milano, Rizzoli, 2001)
9. L’arte di sognare (Milano, Rizzoli, 2000)
10. Tensegrità-Passi magici (Milano, Rizzoli, 2004)
11. La ruota del tempo (Milano, Rizzoli, 2002)
12. Il lato attivo dell’infinito (Milano, Rizzoli, 2000)

I romanzi di Andrea De Carlo:
1. Treno di panna, Torino, Einaudi, 1981.
2. Uccelli da gabbia e da voliera, Torino, Einaudi, 1982.
3. Macno, Milano, Bompiani, 1984 o Milano, Mondadori, 2000.
4. Yucatan, Milano, Bompiani, 1986.
5. Due di due, Milano, Mondadori, 1989.
6. Tecniche di seduzione, Milano, Bompiani, 1991.
7. Arcodamore, Milano, Bompiani, 1993.
8. Uto, Milano, Bompiani, 1995.
9. Di noi tre, Milano, Mondadori, 1997.
10. Nel momento, Milano, Mondadori, 1999.
11. Pura vita, Milano, Mondadori, 2001
12. I veri nomi, Milano, Mondadori, 2002.
13. Giro di vento, Milano, Bompiani, 2004.
14. Mare delle verità, Milano, Bompiani, 2006.
15. Durante, Milano, Bompiani, 2008.
16. Leielui, Milano, Bompiani, 2010.
17. Villa Metaphora, Milano, Bompiani, 2012.
18. Cuore primitivo, Milano, Bompiani, 2014.
19. L’imperfetta meraviglia, Firenze, Giunti, 2016.
20. Una di luna, Milano, La nave di Teseo, 2018.

I principali libri di Milo Manara:
1983: Tutto ricominciò con un’estate indiana (scritto da Hugo Pratt)
1986: Viaggio a Tulum (scritto da Federico Fellini)
1992-1995: El Gaucho (scritto da Hugo Pratt)
1992: Il viaggio di G. Mastorna, detto Fernet (scritto da Federico Fellini, tratto dalla sceneggiatura de Il viaggio di G. Mastorna, film mai realizzato di Fellini)
2006-2010: I Borgia (sceneggiatura da Alejandro Jodorowsky)
2007: Gli occhi di Pandora (scritto da Vincenzo Cerami)
2009: X-Men: Ragazze in Fuga (scritto da Chris Claremont)
2019: Adrian (scritto da Adriano Celentano) – character design
1982: Il gioco (da quest’opera è stato tratto il film francese Le déclic)
2015: Caravaggio – La tavolozza e la spada
2019: Caravaggio – La Grazia

Il libro di Christina Engelhardt
2019 Towards the Moon with Fellini.

Libri e altro di e su Federico Fellini:
Federico Fellini, La mia Rimini, a cura di Renzo Renzi, Cappelli, Bologna 1967; Guaraldi, Rimini 2003
Federico Fellini, Fare un film, Einaudi, Torino 1980.
Federico Fellini, Il libro dei sogni, a cura di Tullio Kezich e Vittorio Boarini, Rizzoli, Milano 2007.
Federico Fellini, Ciò che abbiamo inventato è tutto autentico: lettere a Tullio Pinelli’, a cura di Augusto Sainati, Marsilio, Venezia 2008.

Charlotte Chandler, Io Federico Fellini, 2020.

Federico Fellini 5 DVD Cofanetto.

 

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