Per non dimenticare: vaccini e malasanità negli anni ’90

Duilio Poggiolini
Duilio Poggiolini

Con la legge n.165 del 27 maggio 1991, a firma del ministro della Sanità Francesco De Lorenzo, fu reso obbligatorio per i bambini italiani sottoporsi al vaccino per l’epatite B.
L’epatite B è una malattia virale a trasmissione sessuale o, in generale, per contatto con liquidi corporei (sangue e secrezioni genitali) di individui infetti.
All’epoca, per giustificare la stranezza che un vaccino per una malattia a trasmissione sessuale fosse fatto ai bambini, fu sostenuto che, somministrato a pochi mesi, esso era più efficace che se fatto in età adulta.
Naturalmente ai più sfuggì che questo si sarebbe potuto sapere solo dopo una sperimentazione di decine di anni. La sperimentazione ovviamente non era stata fatta né poteva esserlo. Ad oggi qualcuno sostiene che la durata della copertura vaccinale sia di 10-15 anni (qui), nel qual caso la sua inoculazione a bambini con pochi mesi di vita sarebbe totalmente inutile, ma c’è anche chi sostiene che la protezione duri più a lungo (qui).

Il 12 marzo 1994 l’ormai ex-ministro De Lorenzo veniva arrestato e accusato di ben 97 reati tra cui associazione a delinquere, una serie infinita di corruzioni, finanziamento illecito ai partiti, false fatturazioni, etc.
Il 20 settembre 1993 era stato già arrestato durante la sua fuga a Losanna, il direttore generale del servizio farmaceutico nazionale del Ministero della Sanità Duilio Poggiolini.
Nella casa di Poggiolini e di sua moglie Pierr di Maria furono trovati diversi miliardi di lire in banconote (nascoste dentro al famoso puff), lingotti d’oro e gioielli oltre a una collezione di quadri da fare invidia a un museo. Nel conto svizzero di Pierr di Maria vennero inoltre sequestati 15 miliardi di lire.
Cominciò quindi un lungo iter processuale che vide coinvolti, oltre De Lorenzo e Poggiolini, un’altra ventina di persone.
Nel 2000 Poggiolini fu condannato a sette anni e mezzo di reclusione e sua moglie a quattro anni. L’appello ridusse la condanna a quattro anni e quattro mesi per Poggiolini (sentenza confermata poi in cassazione). Furono sequestrati alla coppia ben 39 miliardi di lire (29 a lui e 10 a lei). Nel 2012 la Corte di cassazione con sentenza definitiva condannò Poggiolini a risarcire lo Stato Italiano con 5 milioni di euro per reati di concussione e corruzione perché aveva percepito somme da numerose case farmaceutiche, producendo un danno erariale derivato dalla ingiustificata lievitazione della complessiva spesa farmaceutica.
De Lorenzo fu condannato a cinque anni per associazione a delinquere finalizzata al finanziamento illecito ai partiti e corruzione, in relazione a tangenti, per un valore complessivo di circa nove miliardi di lire. Anch’egli ha dovuto risarcire lo Stato con 5 milioni di euro per danno di immagine. Nel 2015 gli è stato revocato il vitalizio.

Nell’arco dei processi fu provato che De Lorenzo e Poggiolini intascarono 600 milioni di lire dall Glaxo-SmithKline specificatamente per l’imposizione obbligatoria del vaccino contro l’epatite B.

Nonostante il vaccino sia stato reso obbligatorio in Italia a causa di opera corruttiva, non ne è stata revocata l’obbligatorietà, che persiste tuttora.

Il vaccino contro l’epatite B è obbligatorio, con modalità diverse, in 11 paesi europei su 29 (oltre all’Italia, Bulgaria, Rep. Ceca, Grecia, Ungheria, Lettonia, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Francia dal 2018). Non è obbligatorio in Germania, Olanda, Belgio, Spagna, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti.
Peraltro in quindici paesi europei (tra cui Germania, Spagna, Portogallo, Svezia, Finlandia, Regno Unito) nessun vaccino è obbligatorio.

Dal 1993 al 2020 i casi di epatite B sono effettivamente calati di molto (da 4 casi ogni 100.000 abitanti a 0,21) ma sono calati allo stesso modo anche i casi di epatite A (da 5 casi ogni 100.000 abitanti a 0,19) e C (da 2 casi ogni 100.000 a 0,04) (qui) per le quali non vi sono vaccini obbligatori, a riprova che la diffusione delle malattie virali è faccenda complessa e solo parzialmente correlata alle vaccinazioni.

Ma, al di là dell’opinabile valutazione sulla efficacia o meno del vaccino sulla epatite B e sulle sue modalità di somministrazione, non si deve dimenticare che le circostanze che portarono alla sua approvazione prescindettero totalmente da qualunque valutazione scientifica.
Per sentenza definitiva dei tribunali italiani esso fu approvato per diretta conseguenza di reati di corruzione e concussione,
a prescindere dai dibattiti fasulli che, artatamente, si tennero all’epoca solo per ingannare la magistratura e la pubblica opinione.

 

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