Tempi duri per i Vaccinati: dai dati ufficiali sono già i più colpiti dal virus

Nelle televisioni e nei giornali mainstream si afferma, che, in questi giorni di fine novembre 2021, gli ospedali si stanno riempiendo di Non-Vaccinati al Covid-19 e, più in generale, che vi è una vera e propria epidemia tra i Non-Vaccinati.
Come si vedrà, questa affermazione è falsa.

Nella trasmissione di La7 ‘Non è l’Arena’ del 17 novembre, Luca Teodori, segretario del Movimento 3V, ha osato affermare che i morti Vaccinati per Covid erano di più dei Non-Vaccinati. Il presentatore, Massimo Giletti, gli ha tolto bruscamente la parola sbottando ‘No, No, questo non glielo consento’, come a dire ‘non dica assurdità’.
Come si vedrà, aveva ragione Teodori: secondo i dati ufficiali dell’Istituto Superiore di Sanità i morti per Covid-19 negli ultimi 30 gg. sono stati 384 per i Non-vaccinati e 463 per i Vaccinati. Ben il 55% dei decessi dell’ultimo mese avevano già ricevuto la pozione di BigPharma.

Le tante affermazioni che vogliono incolpare i Non-vaccinati dell’aumento dei casi di Covid-19 sono smentite dall’evidenza ma soprattutto il mainstream fa sempre più fatica a occultare i dati veri dell’epidemia.

Gli statistici dell’Istituto Superiore di Sanità hanno fatto tutto il possibile per ‘mascherare’ la realtà (forse a malincuore) presentando dati, se non inesatti, quantomeno furovianti. Ma bisogna riconoscere che, nonostante tutte le pressioni ricevute, i tecnici dell’ISS non stanno censurando i dati in termini assoluti (per ora), sebbene li sommergano da elaborazioni ininfluenti.
Temiamo però, dato l’ormai evidente fallimento della campagna vaccinale che, a breve, non sarà più permesso all’ISS di pubblicare le tabelle con i numeri reali e cioè la ormai famigerata Tab.3 del Bollettino di Sorveglianza Integrata (qui).
Vi sono mostrati, ogni settimana, i numeri assoluti degli ammalati Covid-19, suddivisi per ospedalizzati, terapie intensive e decessi, per vaccinati e non.

Si tratta peraltro di dati pesantemente inficiati da bias di tutti i tipi, a partire dalla loro raccolta di base, e che l’ISS fa del suo meglio per presentare con il miglior maquillage possibile.
Ad esempio non pubblica i dati settimanali ma solo quelli dei 30 giorni precedenti (ciò permette di ritardare il trend di due settimane e di renderlo meno visibile), ritarda la pubblicazione dei dati più critici (come i decessi che risalgono a più di un mese fa), mostra, nelle stesse tabelle, dati riferentisi a intervalli di tempo diversi, cioè non congruenti (costringendo il lettore a elaborazioni manuali), ma, soprattutto, adotta definizioni addirittura truffaldine.
Si pensi che nella colonna Non-Vaccinati sono in realtà inclusi anche i Vaccinati da meno di 14 giorni, il che è una falsità statistica inaudita. La scusa è stata che, dato che la protezione aveva bisogno di un paio di settimane per concretizzarsi, tali soggetti erano da considerarsi ancora non-vaccinati. Ma sarebbe bastato aggiungere una colonna ad hoc per evitare questa mostruosità logica (come hanno fatto gli altri paesi come, ad esempio, il Regno Unito).

In ogni caso, ad oggi, nonostante tale trucchetti da circo, il dramma comincia a emergere sempre più evidente: la campagna vaccinale è totalmente fallita.

Vediamo di esplicitare meglio le conclusioni che si traggono dalla famosa Tab.3, prima che venga cancellata nei prossimi rapporti, cercando di individuare i trend in atto.

Cominciamo dai dati sulle diagnosi. Siamo obbligati, forzatamente, ad ignorare il bias a monte che costringe i Non-Vaccinati a fare molti più tamponi dei vaccinati, per poter lavorare e uscire di casa, e a limitarci ai dati ufficiali, comprensivi oltretutto dei falsi ‘Non-Vaccinati’, cioè dei Vaccinati da meno di 14 gg.

Fonte ISS

Ciò nonostante, mentre i contagiati Non-Vaccinati sono drasticamente diminuiti da agosto a ottobre (da quasi 108 mila a 35 mila), i Vaccinati, dopo un’iniziale diminuzione estiva, hanno ripreso a crescere e, nel mese di ottobre, costituivano il 56% dei contagiati.

Ad oggi, nelle quattro settimane precedenti il 14 novembre, il numero dei Vaccinati che si sono ammalati (nei 30 gg. precedenti) sono stati il 60% del totale. (Ultimo rapporto del 17 novembre).

I vaccinati quindi si ammalano eccome. Il trend poi è davvero critico: nel caso continuasse così, tra poche settimane i malati di Covid-19 saranno quasi tutti Vaccinati (>80%).

Davanti a questo dato inconfutabile, i media mainstream sostengono però che col vaccino ci si ammala in modo più leggero e non si ha bisogno di ospedalizzazione. Vediamo, dai dati ufficiali ISS, se è vero.

Fonte ISS

Fino ad agosto-settembre gli ospedalizzati erano in effetti soprattutto Non-Vaccinati, ma il gap si sta colmando rapidamente e, nel mese di ottobre, Vaccinati e Non-Vaccinati erano più o meno equivalenti. L’ultimo dato disponibile a metà novembre (riferito ai 30 gg precedenti il 7 novembre), ha già raggiunto il 49%.
L’affermazione quindi che gli ospedali sono pieni di no-vax è una menzogna. Secondo i dati ufficiali dell’Istituto Superiore della Sanità, e nonostante i loro limiti, i Vaccinati sono almeno la metà degli ospedalizzati per Covid-19.
Anche qui il trend è drammatico: a fine anno, se le cose dovessero continuare così, gli ospedali saranno pieni quasi solo di vaccinati (>80%).

Fonte ISS

Ma, sostiene sempre la narrazione ufficiale, in ogni caso i Vaccinati si ammalano in modo meno grave e non muoiono.
La prima affermazione, secondo i dati ufficiali ISS sembrerebbe vera. Nel mese di ottobre in terapia intensiva c’erano solo il 34% di Vaccinati. Ma, oltre ai già citati bias precedenti dobbiamo segnalare che nel glossario ISS non è specificato cosa si intenda per ‘ricoveri’, perché si potrebbe intendere sia i ricoveri in un certo lasso di tempo (netti o lordi non è dato sapere) sia i ‘ricoverati’ a un certa data (che includono cioè anche i ricoverati nei mesi antecedenti). Se così fosse sarebbe solo l’ennesimo bias per presentare i dati in modo meno drammatico e il minor numero di terapie intensive rispetto agli altri indicatori starebbe a indicare semplicemente un ritardo.

Fonte ISS

In ogni caso, per verificare la gravità della malattia, possiamo sempre verificare il numero dei decessi, che è più difficile da alterare.
E infatti i dati ufficiali dei decessi confermano i nostri sospetti: i decessi tra i Vaccinati sono di più che tra i Non-Vaccinati.
Qui ISS fornisce il dato solo per le prime 3 settimane di ottobre (forse perché quelli ad oggi sono scioccanti?) e ciò nonostante, il numero dei morti Vaccinati è già il 55% dei morti totali, sostanzialmente in linea quindi con le diagnosi e le ospedalizzazioni. Nelle prime 3 settimane di ottobre, per Covid-19, sono morte 79 persone Vaccinate in più di quelle Non-Vaccinate, come correttamente ci informava Teodori.
E, anche qui, il trend è angosciante: se dovesse continuare così fra qualche settimana vi saranno quasi solo decessi di Vaccinati (>80%).

È questo il dato più preoccupante che si trae dalle tabelle ISS: malati, ospedalizzati, decessi dei Vaccinati crescono tutti allo stesso modo con un trend lineare.

Dove si potrà arrivare?

Fonte: UK Health Security Agency

Può essere opportuno riferirsi ai dati del Regno Unito, che è qualche settimana avanti all’Italia nella campagna vaccinale. Dalla tabella si desume che i Vaccinati sono già l’85% dei malati e l’81% dei morti (qui). Naturalmente nel Regno Unito i Non-Vaccinati sono quelli veri, e non quelli fasulli italici, dato che vi è una colonna apposita per i Vaccinati recenti, che là sono prima di 20 gg.

In conclusione i paesi occidentali si stanno avviando ad avere quasi tutti i malati, gli ospedalizzati e i decessi per Covid-19 tra soggetti già Vaccinati.

Questa elementare analisi vuole significare che:
– sostenere che chi non si vaccina muore e chi si vaccina vive è un’affermazione clamorosamente smentita dai fatti e dai numeri ufficiali. Chi la fa è disinformato o peggio;
sostenere che il vaccinato non si ammala o non si ammala in modo grave è una menzogna.

Permettere quindi ai Vaccinati di muoversi liberamente sulla base di un Green Pass truffaldino è un danno epidemiologico grave. I Vaccinati positivi, che sono già la maggioranza e che si avviano in tempi brevi a essere la stragrande maggioranza dei positivi, producono contagi, in numero assoluto, superiori di chi vaccinato non è.
Essi dovrebbero fare un tampone ogni 48 ore per potersi muovere liberamente perché fanno, già ad oggi, e faranno nel futuro, molti più danni dei Non-Vaccinati, perché il danno dipende dai numeri assoluti e non da quelli relativi.
In effetti la cancelliera tedesca Angela Merkel, nel cui pensiero è evidentemente è rimasta un briciolo di logica, ha avanzato una proposta del genere, ma di cui si parlato ben poco.

A questo punto forse si capisce meglio la violenza di Giletti e di tutti i media che cercano di ignorare ad ogni costo un’imbarazzante verità che inficerebbe totalmente la narrazione ufficiale.

Le precedenti considerazioni non fanno volutamente riferimento al rischio relativo di ammalarsi di Covid che ha un Non-Vaccinato rispetto a un Vaccinato, perché questo è un altro problema e richiede altri tipi di considerazioni, tra cui anche la valutazione del rischio di morire per il vaccino stesso. Non si deve cadere nella trappola di voler considerare i tassi relativi perché le conclusioni di cui sopra dipendono solo dai numeri assoluti e non da quelli relativi (tipo incidenze, tassi e probabilità).

In ogni caso, i dati ufficiali italiani, con tutti i limiti qui evidenziati, sembra diano, ancora per poco, un certo vantaggio ai Vaccinati sui numeri relativi. A titolo di pura curiosità, possiamo però anche qui guardare ai dati inglesi, dove emerge una situazione drammatica.

Fonte UK Health Security Agency

Come si vede in Tabella, tra i 40 e i 69 anni, un Vaccinato del Regno Unito ha una probabilità più che doppia di ammalarsi di un Non-Vaccinato!
Su 100.000 persone tra i 60 e 69 anni Vaccinate, nelle ultime quattro settimane se ne sono ammalate 1061. Su 100.000 persone della stessa età Non-Vaccinate se ne sono ammalate 495, cioè meno della metà.
E questa è il dato killer che, se confermato, affosserebbe per sempre le campagne vaccinali per il Covid-19.

L’Italia raggiungerà il Regno Unito solo fra diverse settimane e allora potremmo verificare se questa conclusione clamorosa sia applicabile anche da noi.

Se ciò fosse vero gli pseudo-vaccini, oltre a non essere dei vaccini ma dei preparati genici, oltre a essere fortemente tossici e produrre danni biologici non calcolabili a tutt’oggi, non proteggono affatto dal virus ma anzi raddoppiano la probabilità di infettarsi.

Nonostante i maquillage messi in campo dall’ISS basterà attendere i primi dell’anno per sapere la verità, sempre che permattano all’ISS di pubblicare ancora l’incriminata Tab.3.

 

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