Il D-dimero come marcatore dei danni da vaccino covid

L’ex-ministro leghista Roberto Castelli è stato intervistato, il 28 settembre 2021, da La7 in merito alla sua disavventura personale. Vaccinato a fine luglio, si è ritrovato dopo una settimana con esami del sangue che indicano una elevata attività trombotica ed egli si considera già un ‘Dead Man Walking’, un ‘Morto Che Cammina’.

In particolare l’esame a cui fa riferimento Castelli è un semplice esame del sangue che ricerca il D-dimero, uno dei frammenti proteici prodotti dalla degradazione dei coaguli presenti nell’organismo. Normalmente non è rilevabile a meno che non vi siano in corso formazione, e conseguente degradazione, di trombi.
È un normale esame del sangue che si fa usualmente in ospedale per ricercare tromboembolie, infarti e ogni altro disturbo della coagulazione.

Se l’esame è negativo non vi è attività trombotica in atto.
Se invece è positivo non si è in grado di fare immediatamente una diagnosi precisa perché ci si può trovare di fronte, oltre all’infarto, a una trombosi venosa profonda, a un’embolia polmonare, a una coagulazione intravascolare disseminata ma anche a una qualunque complicazione vascolare da vaccino covid.
È infatti noto che la proteina spike alla base del vaccino può indurre micro-coaguli disseminati in tutto il corpo e provocare vari problemi vascolari. Questo è vero non solo per il vaccino ma anche per chi ha, o ha avuto, il Covid-19.

Purtroppo per Roberto Castelli un D-dimero alto non vuol dire un ‘alto rischio di trombosi’ ma significa che le trombosi vi sono già. È però molto importante saperlo per iniziare subito le terapie anticoagulanti, essenzialmente con eparina, ovviamente sotto la guida di un medico degno di questo nome. Visto che Castelli è ancora vivo significa che ciò è stato fatto in tempo.

Chi invece non si accorge di avere un D-dimero molto elevato, per qualunque motivo, va incontro ad una prognosi infausta in un’alta percententale di casi.

Se il fine della nostra sanità pubblica fosse proteggere la salute dei cittadini, nel corso della campagna vaccinale si sarebbe dovuto effettuare il test D-dimero, dopo una settimana dalla vaccinazione, a tutti.
Ma questo avrebbe comportato immediatamente l’emergere di seri danni vascolari in un’alta percententuale della popolazione e la campagna vaccinale avrebbe dovuto essere sospesa. Si è ritenuto quindi più importante vaccinare tutta la popolazione che non occuparsi della sua salute.
Naturalmente a cittadini che sono ‘più uguali degli altri‘, come a Castelli, l’esame viene fatto e probabilmente ciò gli salverà la vita.

La sua intervista ha però reso pubblico una fatto fondamentale: un semplice esame del sangue non solo può proteggere la salute del vaccinato, ma anche costituire un indicatore dei danni da vaccino molto efficace.
I danni da vaccino covid sono molti e complessi ma certamente le tromboembolie sono il principale, almeno nel breve termine (sono quelle che hanno portato alla incredibile crescita delle morti improvvise negli ultimi mesi, anche nei giovani).

Chi è costretto a vaccinarsi per ottenere il Green Pass si dovrebbe quindi fare un esame del sangue, con ricerca del D-dimero, prima della vaccinazione e dovrebbe ripeterlo una settimana dopo.
Non solo proteggerebbe la sua salute, potendo iniziare una terapia anticoagulante prima che sia troppo tardi, ma, facendo un doppio esame ad una sola settimana di distanza, potrebbe anche avere la certezza statistica che il danno è dovuto proprio alla vaccinazione stessa, non essendo possibile che, in un così breve lasso di tempo, sia intervenuta un’altra patologia.
Il danno da vaccino sarebbe quindi certo e si potrebbe far emergere, anche da un punto di vista numerico, il disastro che è stato così pervicacemente perseguito.

Come nota a margine, ci è giunta notizia che, da pochi mesi, l’esame del D-dimero è sempre meno utilizzato per la diagnosi di infarti e trombosi. Oggi in molti Pronto Soccorso non si fa addirittura più ed è stato sostituito dalla ricerca di altri marcatori. C’è chi sostiene che la presenza di molti vaccinati lo ha reso inutilizzabile perché ha provocato un enorme aumento di ‘falsi positivi’.
Il termine ‘falsi positivi’ è davvero sconcertante. Anche se questi pazienti non hanno un infarto o una trombosi venosa profonda non sono affatto falsi positivi. Sono persone con seri disturbi alla coagulazione che rischiano la vita, anche se questi disturbi sono stati provocati solo da una semplice iniezione.
Allo stato attuale delle conoscenze, di fronte al Covid-19 e alla emergenza vaccinale, la ricerca del D-dimero dovrebbe essere resa obbligatoria per chiunque si rechi in ospedale.

 

 

 

 

 

 

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