1989 o 1984 ?

muro di berlinoIl 9 novembre del 1989, esattamente 30 anni fa, la Germania Est annunciò ai suoi cittadini che potevano  recarsi in Germania Ovest liberamente.
Era la fine del Muro di Berlino, che fu dapprima scavalcato e poi abbattuto mattone su mattone.

In Occidente la fine dell’Impero Sovietico è stata vista come la definitiva vittoria del modello capitalistico e la data del 1989 è stata ricordata come la svolta del secolo. Francis Fukuyama si azzardò a dire ad alta voce quello che altri sussurravano con circospezione: la ‘democrazia liberale’ costituisce ‘il punto di arrivo dell’evoluzione ideologica dell’umanità e la definitiva forma di governo tra gli uomini’, portando cioè ‘alla fine della Storia’ (Francis Fukuyama. La fine della Storia e l’Ultimo Uomo. Rizzoli. 1992).
La grande suggestione che evocava il titolo del libro contribuì non poco al successo di tale formula che venne ben presto data per assodata.

Sono passati giusto 30 anni da allora. La profezia di Fukuyama si è avverata?

Per qualche tempo sembrò che l’unica superpotenza rimasta, gli Stati Uniti, potessero conquistare il mondo nella sua interezza, anche se accantonando ampiamente il concetto di ‘democrazia liberale’ per sostituirlo con quello di ‘imperialismo americano’.
Le presidenze filo-atlantiche di Gorbaciov e Eltsin, l’espansione della Nato in tutto l’Est Europa, la durissima repressione della resistenza serba nel 1992 e l’annessione all’Occidente dell’Ucraina sembravano essere il prologo all’assimilazione della Russia nel blocco Occidentale.
A quel punto Fukuyama avrebbe avuto ragione.

Ma l’avvento di Putin e del sovranismo russo ha bloccato, anzi invertito, lo sviluppo della Storia. La Russia ha recuperato posizioni su posizioni e oggi è da considerarsi una potenza su scala globale del tutto autonoma dagli Stati Uniti e militarmente quasi equivalente, pur avendo la metà degli abitanti della vecchia URSS e degli stessi Stati Uniti.

Sul lato asiatico, dopo l’apertura del mercato cinese da parte di Nixon e Kissinger nel 1972, la strategia americana fu quella di permettere alle sue multinazionali (e a quelle dei paesi satelliti occidentali) di spostare in Cina le lavorazioni ad alta intensità di manodopera, facendola diventare la manifattura del mondo, e dandole contemporaneamente accesso al commercio internazionale.
L’apertura del mercato cinese rispondeva senza dubbio ad una necessità intrinseca del capitalismo, sempre alla ricerca di nuovi mercati e di minori costi ma, è bene non dimenticarlo, anche a una scommessa geopolitica: quelle di inglobare la Cina nel sistema occidentale come era già successo con il Giappone e Taiwan.

Ma, ad oggi, la scommessa sembra persa: la ‘democrazia occidentale’ (che in effetti tradisce in toto i principi della ‘democrazia liberale’) non sembra avere alcuna attrattiva nel ‘Regno di Mezzo’. La tentata rivoluzione di Tienanmen, sempre nel 1989, non ha avuto alcun seguito. La dirigenza post comunista è rimasta al suo posto, apparentemente più forte che mai e il paese ha, di fatto, superato gli Stati Uniti come prima economia mondiale.

In sostanza il mondo non sembra assomigliare affatto al trionfo dell’Occidente immaginato da Fukuyama ma molto di più a quello descritto magistralmente da Orwell nel 1948 nel suo romanzo ‘1984’.
Non solo la Storia è ben lungi da essere finita ma soprattutto la ‘democrazia liberale’ (tradita) ha perso attrattiva ed è in ritirata ovunque.

Il mondo di Orwell è infatti diviso in tre blocchi:
– Eurasia
– Estasia
– Oceania

con in più una zona che è ‘terra scontro di civiltà’, variamente e parzialmente assegnata a ciascuno dei tre blocchi, che comprende:

-Nord e Centro Africa, Medio Oriente e India. Purtroppo in questa zona di guerra perenne Orwell vede anche il Mediterraneo e l’Italia.

L’Oceania comprende tutto il mondo anglofono, cioè Inghilterra, Stati Uniti, Sud Africa, Australasia e anche il Sud America. Ma l’Oceania non è più la ‘democrazia liberale’ immaginata da Fukuyama ma si é equiparata in tutto ai regimi totalitari dell’est e dell’estremo oriente.
Francia e Germania sono state inglobate nel blocco russo. Per Orwell l’Europa non è più (o non è mai stata) un’entità a se stante ma è destinata a confluire nell’Eurasia.
Sempre per Orwell la Gran Bretagna non poteva stare con l’Europa continentale e la Brexit era inevitabile. La profezia, fatta nel 1948, si sta avverando ogni giorno di più.

I tre blocchi Oceania, Eurasia e Estasia sono sempre in guerra tra di loro, per conquistare zone di influenza nel ‘quadrilatero’ terra di nessuno, ma soprattutto perché, dice Orwell, un regime di guerra permanente è essenziale per rendere stabile una società totalitaria.
Lo sfortunato destino dell’Iraq, della Libia, della Siria ma anche la guerra permanente al ‘Terrorismo’ è riprova massima che Orwell sapeva quello che diceva.

L’attentato ‘false flag’ delle Torri Gemelle del 2001 ha voluto dire ‘guerra permanente’ sia sul fronte interno (con misure antidemocratiche che mai sarebbero passate senza lo spauracchio del nemico terrorista) sia sul fronte esterno (con guerre interminabili in medio oriente e nel Nord Africa che sembrano fatte apposta perché non vinca mai nessuno), secondo il dettato del Primo Principio del Grande Fratello orwelliano ‘La Guerra è Pace’.

Perché è necessario lo stato di guerra permanente?

Orwell ce lo spiega con grande chiarezza:
Per un periodo di circa 50 anni … le macchine innalzarono moltissimo il generale tenore di vita. Era però altrettanto chiaro che un incremento generalizzato del benessere avrebbe avuto come effetto indesiderato la distruzione di una società organizzata gerarchicamente. In un mondo in cui tutti avessero lavorato solo poche ore, avuto cibo a sufficienza, vissuto in case fornite di bagno e frigorifero, posseduto un automobile o addirittura un aereo, sarebbero scomparse le forme di ineguaglianza più ovvie e forse più importanti. Era possibile, naturalmente, immaginare una società in cui la ricchezza, intesa come possesso di beni materiali e di lusso, venisse distribuita equamente, mentre il potere restava nelle mani di una minuscola casta privilegiata, ma nella pratica, una società del genere non avrebbe potuto rimanere stabile.
Se infatti il benessere e la sicurezza fossero divenuti un bene comune, la massima parte delle persone che di norma sono immobilizzate dalla povertà si sarebbero alfabetizzate, apprendendo così a pensare autonomamente; e una volta che questo fosse successo, avrebbero compreso prima o poi che la minoranza privilegiata non aveva alcuna funzione e l’avrebbero spazzata via.
Sul lungo termine una società gerarchizzata poteva basarsi solo sulla povertà e sull’ignoranza… Il problema era come far girare le ruote dell’industria senza incrementare la ricchezza reale del mondo. I beni di consumo dovevano essere prodotti ma non distribuiti. E in effetti l’unico modo per raggiungere un simile obiettivo era uno stato di guerra perenne. Scopo essenziale della guerra è la distruzione, non necessariamente di vite umane, ma di quanto viene prodotto dal lavoro degli uomini.
La guerra è un modo per mandare in frantumi, scaraventare nella stratosfera, affondare negli abissi marini materiali che altrimenti potevano essere usati per rendere le masse troppo agiate e a lungo andare troppo intelligenti
’.

Orwell conclude così: ‘In passato la guerra era quasi per definizione qualcosa che primo o poi finiva in genere sotto forma di vittoria o sconfitta… Quando però diventa continua, la guerra cessa di essere pericolosa… Questo è il vero significato di ‘La Guerra è Pace’.

In realtà di modi per impoverire le masse, viziate dalle politiche keynesiane del dopoguerra in funzione anti-russa, ce ne sono anche altri, che Orwell non conosceva, ma che noi purtroppo cominciamo a conoscere anche troppo bene, come la finanziarizzazione dell’economia (perché la trappola del debito produce una crisi permanente) e la diminuzione dell’efficienza produttiva tramite varie azioni, tra cui la più stupefacente è la politica ambientale.
La ormai ubiquitaria affermazione nella neolingua politically correct ‘Ridurre lo Sviluppo per Salvare l’Ambiente’, supportata da migliaia di ore televisive del clero giornalistico, non contiene neppur un briciolo di verità ma, ripetuta come un mantra, conferma la massima di Goebbels: ‘Una menzogna ripetuta cento, mille, un milione di volte diventa una verità’.
Paradigmatica ad esempio la micidiale ‘raccolta differenziata’ che costringe la collettività a spendere enormemente di più per liberarsi dei rifiuti quando sarebbe semplicissimo incenerirli per produrre elettricità e risparmiare enormi quantitativi di petrolio e gas.
Degne di nota anche le fantastiche narrazioni di Greta Thunberg che, per risparmiare qualche litro di kerosene, si reca in America con uno yatch con vele in carbonio da alcuni milioni di dollari.
La sostanza, in ogni caso, non cambia. In una società gerarchizzata il popolo deve essere povero.

Ma la guerra non serve solo per ridurre il benessere dei cittadini ma anche per ridurne la libertà. Ed ecco comparire il Secondo Principio del Grande Fratello: ‘La Libertà è schiavitù‘.
‘La consapevolezza di essere in guerra, e quindi in pericolo, fa sì che la concentrazione di tutto il potere nella mani di una piccola casta sembri l’unica e inevitabile condizione per poter sopravvivere’.
E fu proprio la guerra permanente al terrorismo che permise a George W. Bush di approvare il famigerato ‘Patriot Act’ del 2001, per rinforzare il potere dei corpi di polizia e di spionaggio e diminuire drasticamente il livello di democrazia nella società americana.

Collegate alla dimunzione della libertà sono le impressionanti profezie tecnologiche: ‘Oggi la scienza come la si intendeva una volta non esiste più… Ora il progresso tecnologico si realizza solo se, quanto esso produce, può in qualche modo essere impiegato per ridurre la libertà umana’… Si sforzano di scoprire gas sempre più letali, di mettere a punto velenosi solubili da produrre in ingenti quantità in modo da distruggere la vegetazione di continenti interi (oggi potremmo leggere glifosato)… o di coltivare germi resistenti a tutto (OGM?)… o come produrre terremoti e maremoti (Haarpa?)’.
E poi il colpo mortale:
Il perfezionamento tecnico della televisione, in particolare, consentendo di ricevere e trasmettere simultaneamente immagini attraverso il medesimo strumento, pose fine alla vita privata’ (Internet e telefonini).

Per rendere stabile un sistema gerarchizzato però tutto questo non basta ancora. La vera idea geniale del totalitarismo orwelliano è la neolingua, che nasce ‘non per ampliare le capacità speculative ma per ridurle’.
Il suo lessico si restringeva ogni anno anziché ampliarsi. Ogni riduzione era un successo perché più si riducevano le possibilità di scelta, minori erano le tentazioni di mettersi a pensare’ fino a rendere impossibile un pensiero alternativo. Bisogna eliminare le parole indesiderate e creare nuovi vocabili, magari in inglese, per arrivare alla chiusura dell’universo del discorso e imporre il pensiero unico quale unico pensiero possibile.
‘La parola chiave è nerobianco. Affermare, con la massima impudenza e a dispetto dell’evidenza, che il nero è bianco’… Tutto ciò impone una continua alterazione del passato… con un sistema di pensiero noto nella neolingua come bipensiero’.
Se i fatti lo negano bisogna cambiare i fatti. In tal modo la Storia viene continuamente riscritta… gli eventi trascorsi non hanno un’esistenza oggettiva ma sopravvivono solo nei documenti scritti e nella memoria degli uomini’.

La realtà è creata dalla narrativa, non il contrario. L’attentato delle Torri Gemelle e l’immediatezza della colpa attribuita a Sadam Hussein hanno messo in ombra il fatto che i supposti attentatori erano, almeno ufficialmente, sauditi e che Sadam non c’entrava nulla. Le armi di distruzione di massa dell’Iraq giustificarono un guerra sanguinosa anche se non sono mai esistite.
Qualcuno se lo ricorda? No. E più si va in là nel tempo e più la finzione si fa verità.
Se si domandasse agli italiani da chi provenivano le bombe sulle nostre città durante la seconda guerra mondiale che ammazzarono decine di migliaia di civili innocenti, la maggioranza risponderebbe ‘dai tedeschi’.
Il martellante ritornello sull’Olocausto in cui Hitler uccise 4 milioni di ebrei mette in ombra il fatto che la guerra uccise anche 7 milioni di tedeschi e 20 milioni di russi. Bene ha fatto Putin a ricordarlo ma la notizia si è persa nella scandalosa stampa di regime che affligge l’Oceania.
Non è semplicemente un tirare l’acqua al proprio mulino. No, è qualcosa di molto più raffinato, è un sistema ideologico, è il bipensiero.

Il bipensiero implica la capacità di accogliere simultaneamente nella propria mente due opinioni tra loro contrastanti, accettandole entrambe… Raccontare deliberatamente menzogne e nello stesso tempo crederci davvero… Se si vuole governare e si vuole continuare a governare a farlo, si deve avere la capacità di condizionare il senso della realtà’.

Quale migliore esempio di bipensiero delle recenti dichiarazioni del Presidente dl Consiglio italiano che sostiene che la Legge di Stabilità 2019 riduce le tasse, quando essa propone aumenti delle entrate statali di 7 mld. di euro?
Se lo Stato incassa di più come fanno a diminuire le tasse?
Non si deve porre questa domanda perché si è eretici, sovranisti, populisti, degni di una pallottola nella nuca, proprio come nella Oceania orwelliana.

Il protagonista di ‘1984’, Winston Smith, lavora al Ministero della Verità: modifica il passato per renderlo congruo alle dichiarazioni del presente. I giornali vengono ristampati, i libri riscritti, le notizie modificate. Non c’era ancora il web che però, nella sua fluidità, faciliterebbe oltremodo il lavoro di Winston. Che, infatti, è, più o meno, quello che fa Wikipedia.
Egli è l’Ultimo Eroe, che prova a ribellarsi anche se sa in partenza che sarà sconfitto. Preferisce morire piuttosto che adeguarsi alla società totalitaria. Ma la sua sconfitta è totale perché poco prima della sua esecuzione anch’egli, vittima delle torture e del condizionamento mentale, giunge ad amare il Grande Fratello.

L’obiettivo delle elite dominati (gli ‘Alti’ secondo Orwell) non è solo il controllo della storia ma soprattutto il controllo della mente.
‘Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato’.
Per la prima volta diveniva possibile indurre nelle coscienze non solo una cieca obbedienza ma anche una totale uniformità di opinioni’.
La libertà di pensiero non può essere tollerata in una società gerarchizzata stabile e la neolingua a vocabolario ridotto e il bipensiero sono indispensabili per controllare il dissenso.
Ecco che la parola ‘negro’ deve essere espunta dal vocabolario e non basta sostituirla con ‘abbronzato’ come fece Berlusconi rivolgendosi ad Obama. No, la parola deve essere unica, senza sfumature, e anche l’ironia è considerata un’offesa. Si deve dire ‘nero’ e basta.
Gli spazzini sono ‘operatori ecologici’, gli infermieri ‘operatori sanitari’. I froci sono solo ‘gay‘, nel moderno latinorum (si presume che siano allegri, gai, non si sa perché). Infatti è bene che la neolingua sia universale.
Nessuno è più libero di parlare la lingua dei nostri padri. Chi non si esprime come vuole il regime è additato al pubblico ludibrio.
La neolingua orwelliana non è altro che il nostro ‘politicamente corretto’, antesignano del pensiero unico.

Nel ringraziare Feltri che resiste stoicamente a difesa dell’archeolingua, dobbiamo però amaramente constatare che un giornalista giovane che si esprimesse come lui sarebbe già stato licenziato, anzi espulso dall’Albo. Cioè non potrebbe fare più il giornalista.

Stuprando la lingua dei nostri padri con il ‘politically correct‘ (meglio in latinorum che in italiano) si beatifica la stupidità universale.
Ecco quindi che risulta prezioso il Terzo Principio del Grande Fratello: ‘L’Ignoranza è Forza’.
Chi è privato della parola è privato del pensiero. Usare la neolingua vuol dire pensare nella neolingua, in  modo da evitare di pensare ‘male’.
Bisogna ridurre il linguaggio alla sola quotidianeità, anzi all’analfabetismo. Cosa sono le ‘faccine’ di Whatsup se non un analfabetismo di ritorno? Si può forse esprimere un programma politico alternativo con le ‘faccine’?
La scuola (pubblica, quella privata ovviamente no, perché serve agli ‘Alti’) deve essere distrutta, non sia mai che le masse siano in grado di leggere, scrivere e soprattutto pensare.
Un buon modo è fare classi zeppe di figli di immigrati che non parlano neppure l’italiano, così che gli sfortunati bambini italiani che hanno la ventura di sperimentare l’accoglienza sulla loro pelle saranno condannati all’ignoranza più crassa.
I telefonini devono abolire la lingua scritta nelle comunicazioni interpersonali. Chi non è rabbrividito a vedere negli sms l’inquietante ‘xchè’ invece di ‘perché’?
Ma questo è già il passato, oggi siamo ai messaggi vocali del solito Whatsup che si stanno diffondendo a velocità impressionante nonostante siano molto meno efficienti di un messaggio scritto. Ci vuole molto più tempo ad ascoltare il messaggio vocale che non a leggere un sms analogo. Ma si diffondono perché la massa (Orwell li chiama i prolet, da proletari o anche i ‘Bassi’)  non sa più scrivere, è capace solo di parlare, nella neolingua ‘politically correct‘.
Tanto ‘Da parte dei proletari, in particolare, non vi è nulla da temere: abbandonati a loro stessi, continueranno, generazione dopo generazione, secolo dopo secolo, a lavorare, a generare e morire privi non solo di qualsiasi impulso alla ribellione, ma anche della capacità di capire che il mondo potrebbe essere diverso da quello che è. Potrebbero diventare pericolosi solo se il progresso tecnico e industriale rendesse indispensabile alzare il livello della loro istruzione … ma il livello di istruzione sta in effetti peggiorando… È la loro stupidità ad essere protettiva’.
Chi non ha gli strumenti intellettuali per capire che il mondo potrebbe essere diverso da come è non può essere pericoloso.

Quindi bisogna de-alfabetizzare le masse, con il degrado, voluto, della pubblica istruzione, con la stupidità di internet, con la riduzione del vocabolario, con il politicamente corretto, con le mistificazioni della stampa, con la censura di tutte le informazioni rilevanti e il corrispondente profluvio di stupidaggini al solo fine di depistare dalla verità.
Ed ecco comparire, magicamente, in poche ore, con un organizzazione internazionale già bella e fatta, le ‘Sardine’, che odiano Salvini (come non rammentare i ‘due minuti di odio’ di Orwell?) ma che ‘non vogliono essere un partito’ (ci mancherebbe altro che le masse propongano un programma politico!).

Noi non siamo ancora nella società totalitaria descritta da Orwell ma ci stiamo avvicinando a grandi passi, nella indifferenza generale. In Italia, che sempre primeggia nell’abiezione, siamo giunti ad espellere dall’Albo i medici che osano mettere in dubbio un obbligo vaccinale così esteso come quello imposto dai nostri governi,  proni ai voleri delle multinazionali. Cioè siamo riusciti ad impedire loro di fare i medici.
Naturalmente censurando il fatto che nessun paese al mondo ha così tanti vaccini obbligatori come noi. Tutto ciò  in ossequio ai Principi  delle Elite:

La (vostra) Guerra è (la nostra) Pace
La (vostra) Schiavitù è (la nostra) Libertà
La (vostra) Ignoranza è (la nostra) Forza

Il Grande Fratello non avrebbe saputo fare meglio.

E questo sarebbe il trionfo della ‘democrazia liberale’?
Altro che 1989!
Il collasso del rivale ideologico sovietico ha semplicemente tolto i freni inibitori alle elite occidentali, che hanno cercato subito di recuperare il terreno perduto a causa delle politiche keynesiane del dopo guerra e di riaffermare una società gerarchicamente organizzata, buttando a mare la ‘democrazia liberale’, fino ad allora tanto sbandierata.
E procedendo a tappe forzate verso la società descritta da ‘1984’.

La precisione fotografica di Orwell è talmente impressionante da far pensare che, oltre a essere un genio, era anche molto ben informato su quello che sarebbe successo.

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